Cristo ha vinto la morte ed è risorto. Il dono dello Spirito ha portato a compimento il tempo di Pasqua. Oggi sostiamo di fronte al mistero di Dio, che si è rivelato a noi come Trinità.
Come gli Apostoli e Maria anche noi siamo radunati per accogliere il dono dello Spirito Santo che in una rinnovata Pentecoste ci rende corpo del Risorto. È infatti nella comunione ecclesiale, frutto dello Spirito, che ritroviamo la nostra identità di figli e fratelli.
Nella luce della Pasqua contempliamo la gloria del Figlio che siede alla destra del Padre e prende con sé noi, suo corpo, perché entriamo nel tempio del cielo e rinnoviamo la nostra vita sulla terra.
Nell’Eucaristia siamo continuamente costituiti come corpo del Risorto per il dono dello Spirito Santo. Diveniamo noi, radunati in comunità per celebrare la Pasqua, sua casa nella contemplazione della Gerusalemme celeste.
Siamo radunati in chiesa dall’amore del Padre per fare memoria della Pasqua del Figlio che nello Spirito Santo fa nuove tutte le cose. In questa comunione siamo costituiti in unità per rinnovare la nostra esistenza di discepoli e così perseverare nella testimonianza della vita nuova.
La voce del buon Pastore ci convoca per celebrare la liturgia pasquale nella quale ritroviamo la radice del nostro esistere e di ogni vocazione per la custodia e la crescita del gregge. Nella polifonia delle nostre voci risuona l’unica voce che fa dei molti un corpo solo.