Domeniche 11 e 18 agosto 2024

(11 agosto) Il giorno della risurrezione, la domenica, è la nostra sosta nel cammino della storia. Nel pellegrinaggio della vita abbiamo bisogno anche noi di soste e di cibo, per poter camminare verso una piena esperienza di Dio. Come il profeta Elia, spesso anche noi siamo tentati di fuggire da un Dio che per amore ci rincorre e ci inquieta. L’amore geloso di Dio ci rigeneri e ristori!
(18 agosto) Un invito speciale ci convocherà come famiglia dei figli di Dio: «Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato». Dio Padre prepara a noi suoi figli il convito di festa: sacramento del corpo e sangue di Cristo; pegno di risurrezione nell’ultimo giorno; preludio della grande festa alla quale saremo ammessi quando l’eternità germoglierà in noi.
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Domenica 28 luglio e Domenica 4 agosto 2024

In questa Domenica, i testi delle letture e la liturgia annunciano la salvezza attraverso l’immagine di un banchetto e ci conducono così al centro del significato dell’Eucaristia che stiamo celebrando. Gesù sazia una folla nella sua fame di pane terreno, ma in tal modo rivelerà se stesso come «pane vero disceso dal cielo». Su invito di papa Francesco, oggi, domenica più vicina alla memoria dei santi Gioacchino e Anna, nonni materni di Gesù, celebriamo la giornata dei nonni e degli anziani.
Domenica prossima ci disporremo a compiere l’opera di Dio, cioè a credere in colui che egli ha mandato. Il Signore Gesù ci esorterà a procurarci il cibo che dura per la vita eterna; ad andare a lui per non avere più fame; a credere in lui per non avere più sete.
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Domeniche 14 e 21 luglio 2024

In questa domenica saremo invitati dalla Parola di Dio a sentirci profeti e messaggeri della buona notizia del vangelo di Gesù. Il migliore annuncio che possiamo fare è metterci a lottare contro il male e le forze che distruggono l’uomo.
Domenica prossima vedremo che spesso anche noi, come le folle del vangelo siamo come gregge senza pastore. Gesù, il pastore giusto, incarna la compassione di Dio verso il suo popolo, un amore «materno», del tutto gratuito e che si manifesta in un appassionato coinvolgersi nelle vicende, negli smarrimenti e nelle cadute dell’uomo.
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30 giugno – 13 luglio 2024

L’istintiva paura delle «tenebre» richiama la nostra mortalità, la precarietà e la fragilità di un’esistenza che sperimenta il limite. Dove trovare il coraggio di vivere? Chi ci aiuta a vivere? La fede cristiana giudica ogni realtà alla luce di una promessa che noi sentiamo annunciata nella risurrezione di Gesù: Dio non ha creato la morte, poiché egli ama la sua creazione. L’amore vero, ogni amore vero, vuole eternità.
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Domenica 23 giugno 2024

Quando manca la fede in Cristo, morto e risorto, ogni difficoltà della vita può essere come una tempesta che suscita la paura di venir meno, di non farcela più; ci è persino naturale ritenere che Dio dorma e non gli importi nulla della nostra vita. Ma la fede non è la garanzia che non ci saranno mai tempeste nella vita, è anzi la forza che infonde coraggio per affrontare il mare in burrasca, proprio in relazione con Dio.
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